Si è tenuta questa mattina presso il Teatro Aurelio di Roma l’assemblea pubblica promossa dal Comitato Civico 3e36 Amatrice Accumoli. Un incontro molto partecipato dai cittadini e da numerose realtà civiche, tra cui Cittadinanzattiva, Action Aid e moltissime associazioni delle frazioni dei comuni dell’Appennino.
All’evento, in una sala gremitissima che ha fatto il tutto esaurito anche con i posti in piedi, hanno preso parte il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, l’on. Paolo Trancassini, l’assessore regionale Manuela Rinaldi, oltre al sub-commissario Fulvio Soccodato, i sindaci di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Visso. A introdurre i lavori la presidente del Comitato, Sonia Santarelli. Al tavolo anche il presidente del CTS del Comitato dott. Massimo Bufacchi.
Tra i temi centrali dell’assemblea, la richiesta di accolli zero per i cittadini con relative rettifiche all’ordinanza vigente. È stato confermato che il PUC sarà aggiornato entro maggio 2025. Il 9 aprile è prevista una nuova cabina di coordinamento per l’estensione dell’Ordinanza 222 anche alle pratiche già decretate ma non ancora avviate. In fase di approvazione una norma nazionale per prorogare al 2026 la rendicontazione del Superbonus per chi ha prenotato il plafond dopo il 30 marzo, con importanti semplificazioni e la possibilità di applicare il principio del pie’ d’opera per la rendicontazione. Bocciata invece la proroga per le pratiche presentate prima del 30 marzo.
Si è discusso del ripristino della Zona Franca Urbana entro maggio, di fiscalità agevolata, della cruciale questione dell’ospedale di Amatrice e della necessità di poteri speciali per il Commissario, analoghi a quelli usati per il ponte di Genova, per superare le criticità negli aggregati e accelerare le opere pubbliche. Infine, annunciati controlli più stringenti sulla capacità economico-finanziaria delle imprese impegnate nella ricostruzione e finanziamento di nuovi interventi su Amatrice e Accumoli per il Lazio.
All’incontro hanno preso parte i sindaci di Amatrice Giorgio Cortellesi, di Accumoli Mauro Tolomei, di Arquata del Tronto Michele Franchi, di Visso Rosella Sensi. Molti cittadini hanno preso la parola e hanno avuto l’opportunità di essere ascoltati dalle istituzioni presenti. Il Comitato ha chiesto di essere interlocutore privilegiato in vista del nuovo decreto in corso di lavorazione, per portare la voce dei cittadini nelle istituzioni e fornire un contributo.
“Un momento importante di ascolto e partecipazione per dare spazio alle istanze dei cittadini che ogni giorno raccolgono insieme a noi la sfida della ricostruzione e del rilancio dell’Appennino centrale. Il loro coraggio e la loro sofferenza sono la nostra principale motivazione per proseguire nell’impegno assunto due anni fa, impegno che può svolgersi solo grazie a una collaborazione costante e fattiva. Questi territori hanno pagato un prezzo altissimo in termini di dolore, spaesamento e sacrifici. Ed è proprio qui che stiamo concentrando risorse, sforzi ed energie, perché il diritto alla ricostruzione sia finalmente pienamente riconosciuto”. A dirlo il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che stamattina a Roma ha preso parte all’assemblea pubblica promossa dal Comitato civico “3e36”.
“Non è solo una questione di mattoni e calcestruzzo – ha aggiunto il Commissario Castelli –. La posta in gioco è molto più alta: garantire un futuro a comunità profondamente segnate ma ricche di identità e storia. Lo spopolamento è una battaglia che possiamo e dobbiamo vincere. Le case da ricostruire sono anche famiglie, storie, radici che meritano di ritrovare una quotidianità. L’Appennino vuole rialzarsi. E noi ci siamo, con la gente e tra la gente, per affrontare insieme questa sfida”.
“La ricostruzione – ha dichiarato il Questore della Camera Paolo Trancassini -, deve seguire tre direttrici fondamentali, adottando un approccio integrato. La prima è quella materiale, sulla quale è necessario imprimere un forte impegno, snellendo la burocrazia per accelerare i tempi. La seconda è quella della fiscalità di vantaggio a medio termine, strumento essenziale per contrastare lo spopolamento, sostenere il tessuto economico locale e rendere i territori più attrattivi per investimenti e nuove opportunità. Infine, la dimensione identitaria, imprescindibile per preservare il patrimonio culturale e sociale delle comunità, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione territoriale”.
